Raffaello Celommi (Firenze 1881, Roseto degli Abruzzi 1957)
Pastorella;
olio su tela, cm 100 x 60, firmato in basso a sinistra “Raffaello Celommi”
L'opera, che può essere collocata nel decennio fra il 1930 e il 1940, come in quasi tutti i dipinti di Raffaello Celommi, tende a catturare l'attenzione dell'osservatore valendosi della luce che essa stessa promana con le tonalità rosse e dell'effetto, quasi caravaggesco che il sole radente del tramonto ha sulle figure e sul paesaggio. Infatti, nella porzione di prato posta in primo piano (alla destra dell'osservatore) prevale una tonalità calda e scura creata proprio per dare risalto all'effetto luminoso che il sole al tramonto, basso sull'orizzonte e con i suoi raggi radenti, produce sull'erba, mettendone in risalto, sul fondo scuro, i ciuffi e i fiori primaverili.
Nel dipinto, come in quasi tutte le opere di Raffaello Celommi, prevalgono i toni caldi giustapposti a toni più freddi, che qui si colgono sulla parte di prato posto al di là della strada il quale a sua volta verso l'orizzonte degrada con toni roseo-violacei.
Essenziale è anche la figura, che Raffaello Celommi pone al centro dell'attenzione. E' la figura di una pastorella che, lieta di aver portato a termine il lavoro, fa ritorno in famiglia, con le pecore che aveva portato al pascolo. E' il classico tema bucolico che si ritrova in molte opere del Nostro.